Se sapeste che c'è una specie animale in pericolo d'estinzione e che si sta impegnando a fondo per sparire dalla faccia della Terra, cosa fareste? Stareste a guardare o fareste qualcosa?
Si fa presto a dire che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, ma di fatto il partito socialista è a un passo dal baratro. Ciononostante il PS ha ben pensato di adottare un simbolo potenzialmente dannoso e che potrebbe portargli meno voti di quanti ne raccoglie già. Vediamo a cosa mi riferisco.

A colpo d'occhio, in mezzo a un'altra dozzina di simboli ugualmente complicati, quale delle due croci è più facile da individuare?
Vi assicuro che in ogni sezione elettorale ci sono almeno due, tre elettori che con precisione da geometra stanno attenti che la croce non sconfini al di fuori del simbolo scelto. Forse hanno paura di consumare la matita dell'ufficio elettorale.
Nonostante la mia sospetta vicinanza con Boselli, quanto scritto vale per tutti quei partiti che hanno scelto simboli con sfondi scuri. Se la croce non è individuata subito la scheda viene messa tra le bianche e sottoposta a un successivo scandaglio. Questa è la procedura seguita dai presidenti di sezione scrupolosi, ma non so se si possa generalizzare.
Se esercitate il vostro diritto di voto, ricordatevi che ci sono degli sfigati che dopo dovranno interpretarlo.
Stasera ho visto un'anteprima.
un brillante ritratto dell’”ABC della vita moderna”, tra amanti troppo giovani, sportivissime ex-mogli, casalinghi improvvisati e madri spossate
Se avesse la pretesa di "fare riflettere" sarebbe una qualsiasi muccinata.
Ma l'unica aspirazione di "Amore Bugie & Calcetto" è provocare qualche sana risata. E ci riesce benissimo. (Nonostante il treiler).

Il prezzo da pagare per sperare in un minimo sindacale di moralità nel panorama politico italiano è figurare cic tu cic a Di Pietro nel grafico di Voisietequi.it.
Per fortuna non sono solo a portare questa croce.
È commovente osservare che gli esponenti de La Destra ci tengono ad evidenziare la loro rettitudine morale e perciò sono sempre pronti ad assumersi le proprie responsabilità (e anche quelle dei propri figli).
Quando vengono scoperti.
aiutianoiltibet.blogspot.com
Per piacere, ditemi che è uno scherzo.
Sull'ennesima gaffe spacciata per battuta di spirito di Berlusconi sapete già tutto, no?
Allora mi limito a dire che la realtà supera la fantasia.
Undici anni fa cercai di spiegare come funziona internet a mia madre.
In particolare i link.
La sua reazione fu qualcosa tipo «Uno scrive una stronzata e tu gliel'amplifichi facendogli un link e via di questo passo? Ma alla fine in internet cosa c'è? Un mare di stronzate?»
(A dire il vero mia madre è meno sboccata, ma il senso era quello.)
Ora capite che sono imbarazzato a spiegarle cosa sono i tumblelog.
Gabriella Carlucci (qui in versione reale e qui in versione fantastica) ha il prestigioso merito di dimostrare in un colpo solo lo stato di decadenza in cui versano sia la cultura scientifica che quella umanistica in Italia.
Ammazza la cultura scientifica copincollando pubblicazioni di cui ignora il significato e interagendo con fisici di fama mondiale con argomentazioni da avanspettacolo.
Getta discredito sulla preparazione umanistica scrivendo in maniera sgrammaticata e approssimativa sul suo blog. Proprio lei che tiene a farci sapere di essere bilaureata.

Gugol cattivo beffa gli italiani festeggiando il 161° anniversario dalla nascita di Alexander Graham Bell.
Subito scatta il riflesso condizionato dei bloggher italiani.
«Eh no!! Il telefono è nostro!!! L'ha inventato Meucci!!!! Lo sanno tutti!!!!!»
Tentiamo di difendere gli antichi fasti (veri o presunti), mentre non ci accorgiamo che giorno dopo giorno il ruolo della tecnologia italiana sta diventando marginale, specialmente nel campo dell'informazione. È chi controlla l'informazione a decidere chi ha inventato cosa.
Ho visto Jumper al cinema e ho la conferma che gli americani hanno uno strano senso del politically correct.
Gli si può perdonare di avere cambiato la locandina, in modo che ogni spettatore possa masturbarsi pensando «È stato girato a Roma!».
Gli si può perdonare di alimentare i soliti luoghi comuni dell'italiano moro, testardo, con poca voglia di lavorare.
Ma non gli si può perdonare di usare per i figuranti romani doppiatori con dizioni da accademia.