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giovedì, 29 maggio 2008
di rectoscopy

Leggo che Manganelli indica negli immigrati i principali responsabili della delinquenza. Probabilmente se queste analisi raffinate non si basassero sul passaporto ma sul reddito, indicherebbero i poveri. Ma non è questo l'oggetto del post.

Manganelli, Manganelli, chi è costui?
Per fortuna la Repubblica e la Stampa hanno la risposta.
La stessa.



martedì, 27 maggio 2008
di rectoscopy

Nessuno si permetta di affermare che le nostre fonti siano inattendibili.



martedì, 27 maggio 2008
di rectoscopy

Dichiararsi estimatori di De Gregori non è facile.

Ad esempio non ci si può gustare rilassati una sua esibizione in tivù. Si vive nel timore che chi è a fianco ponga l'inesorabile domanda: «Ma a cosa si sta riferendo?»



sabato, 24 maggio 2008
di rectoscopy


Quarto stato Reload



giovedì, 22 maggio 2008
di rectoscopy


lunedì, 19 maggio 2008
di rectoscopy

Bocconcini Vitello

Se potessero esprimersi, i vitelli sarebbero i più strenui detrattori della Torino-Lione.



lunedì, 19 maggio 2008
di rectoscopy

Fateci caso.
Ogni volta che qualcuno viene accusato di devastazione/stupro/omicidio la tivù va in cerca di qualche conoscente che pavlovianamente scatterà nel dichiarare «È un bravo ragazzo, non me lo sarei mai immaginato».
Evidentemente persone sospette e autentici pezzi di merda li conosco solo io.

Ciononostante questa volta mi sento di prendere le difese degli ultras interisti.
Fino all'ultimo la predestinata Inter ha dovuto difendere il suo scudetto dalla rincorsa della Roma. Sembrava di assistere al replay del 2002.
Bisogna quindi capire questi poveri fanatici interisti che hanno devastato una scuola materna per festeggiare. In questo modo hanno esorcizzato un demone.
Quello della maestra che li prendeva a schiaffi sulla testa.



giovedì, 08 maggio 2008
di rectoscopy

Subject: segnalazione
Date: Wed, 7 May 2008
From: ***.***@unipd.it
To: rectoscopy@***

Ciao rectoscopy,

guarda cosa viene inserito automaticamente in coda ai messaggi in uscita dal server di posta dell'Università di Padova.

Saluti,
***

-----------------------

Messaggio istituzionale dell'Universita' di Padova:

Destina il tuo 5 per mille alla ricerca dell'Universita'
di Padova (codice fiscale 80006480281).

Farlo e' facile, non costa nulla e non e' alternativo
all'8 per mille.

Sono felice perché l'Italia è un paese avanzato, in cui l'Università e la Ricerca stanno vivendo autentici giorni di gloria.
Difatti ad ogni problema dell'Italia, siano gli autotrasportatori o l'Alitalia, corre in aiuto la Ricerca.
La Ricerca contribuisce a trovare soluzioni efficienti per allocare le risorse? Non proprio: intendo dire che le risorse destinate inizialmente alla Ricerca sono dirottate ed allocate in modo inefficiente a chiunque abbia un qualche potere contrattuale.

In questo contesto di agiatezza finanziaria le Università devono contendersi con una qualunque bocciofila la carità forzosa del 5 per mille. Ed alla stregua di un qualsiasi Libero.it o Yahoo.it inseriscono in calce alle e-mail istituzionali un annuncio pubblicitario.
Sembra che il Senato Accademico sia prossimo a stabilire che:

  • i professori indossino un cartello senduic prima di entrare in aula,
  • nei libretti universitari siano inserite alcune pagine di pubblicità,
  • interi corsi di laurea ed alcuni esami siano rinominati per conferire maggiore visibilità allo sponsor (Ingegneria Fiat meccanica, Economia Sanpaolo-Intesa aziendale).


lunedì, 05 maggio 2008
di rectoscopy

Due recenti fatti di cronaca politica impongono una riflessione.

Fini, presidente della Camera, dice una cazzata si lancia in un arduo confronto tra violenza neonazista e manifestazioni di sinistra, utile solo a raccogliere qualche consenso tra chi è a destra di Ciarrapico.
Veltroni replica «Io sono per non stabilire mai priorità su questi temi».

Calderoli, candidato a alimentare nuove polemiche pretestuose diventare ministro, suscita l'indignazione del figlio di Gheddafi.
D'Alema, con l'autorevolezza tipica di chi sta sgomberando la propria scrivania, interviene «La formazione e composizione del nuovo governo è una questione interna, regolata da precise disposizioni costituzionali».

Cari lider del Partito Democratico, mi spiace dirvelo, ma ancora non avete capito cosa vuole sentirsi dire l'elettore medio italiano. È almeno dal 1994 che non avete più il polso del Paese.
Da destra vi arrivano insulti di ogni tipo (comunisti! avete fatto brogli! ...) e voi continuate a volere apparire monaci buddhisti. Non rispondete alle provocazioni. Anzi, pure quando avreste l'occasione per smerdare l'avversario (ad esempio si potrebbe tranquillamente affermare che Fini è ubriaco), preferite rispettare le istituzioni e sfoderare le vostre sopraffini capacità d'analisi.

L'analisi sopraffina piace moltissimo al cittadino colto, piuttosto intelligente e che ha tempo sufficiente per valutare le differenti posizioni in gioco.
Ma c'è un problema.
Vi ostinate a parlare a un cittadino che in realtà non esiste. Per lo meno non in Italia.

All'italiano medio piace l'ipersemplificazione, lo slogan di massimo quattro parole, l'insulto per cui scattare pavlovianamente.
I risultati elettorali degli ultimi quattordici anni stanno lì a dimostrarlo.
Tiratemi fuori un concetto particolarmente elaborato dalla propaganda di Berlusconi & soci.
Da quella parte furoreggiano gli inviti alle armi, le accuse di brogli, di comunismo, di esproprio proletario.
Di là fioriscono parole d'ordine viscerali: unmilionedipostidilavoro, menotassepertutti, pensionipiùdignitose, bastaICI, bastabollo.

Credete che tutto ciò sia sintomo di un terribile vuoto culturale?
Forse avete ragione. Però ricordatevi che gli altri, alle elezioni, hanno fatto il pieno.