lunedì, 30 marzo 2009
di rectoscopy

Realizzato prima che il magnifico sito fosse preso d'assalto.
venerdì, 27 marzo 2009
di rectoscopy
Visto che i più autorevoli siti in materia di riforma elettorale ci lincano, visto che la soluzione è di un'improrogabile gravità, EduCin vuole fornire il proprio modesto contributo al dibattito. A tal fine ci siamo avvalsi della collaborazione di un illustre politologo che preferisce rimanere anonimo.
«Spesso la riforma elettorale viene vista in termini quantitativi, ossia quanti parlamentari è possibile togliere, garantendo al contempo il corretto funzionamento della macchina democratica? Quest'approccio perde però di vista la garanzia sulla qualità dell'eletto medio. Requisito ancora più stringente in un sistema elettorale rigido, dove gli eletti sono in buona parte decisi prima delle elezioni dalle segreterie nazionali dei partiti.
Per superare questa situazione si propone un algoritmo per la determinazione del numero ottimale di parlamentari: esso allo stesso tempo riduce la quantità e migliora la qualità media dei rappresentanti»

lunedì, 23 marzo 2009
di rectoscopy
Stasera ero alla guida e mi ero rotto di ascoltare i soliti diggei che-bella-questa-canzone-mi-ricorda-quando-acchiappavo-l'estate-al-mare. Ho girato quindi su Radio Radicale, dove stava parlando Marco Pannella. Non ho resistito a non registrarlo col cellulare.
Dedicato a tutti i fighetti che «Basta, quest'anno voto i radicali!!!1!».
venerdì, 20 marzo 2009
di rectoscopy
Stasera ero in trans davanti alla tivù. Non mi ricordo se stessi guardando il tg1 o il tg2, però mi sembra che abbiano dato questa notizia, che a occhio e croce risale a settembre scorso. Il servizio era condito da un'illuminante intervista in strada: ma-lei-cosa-ne-pensa? Poveri giornalisti, in Italia non sta succedendo nient'altro. Ad esempio è trascurabile il fatto che due innocenti stiano in galera solo per tranquillizzare il popolo.
mercoledì, 18 marzo 2009
di rectoscopy
Il nostro servizio di sintesi e traduzione continua.
| Rosichese giovanildemocratico |
Italiano |
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Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.
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(Preambolo non indispensabile) |
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Le ragioni sono molte ed essenziali per la crescita del PD, dell’Italia e della sua rappresentanza europea. - Il Parlamento Europeo ha bisogno di persone attente alla modernità e ai cambiamenti internazionali, per le quali il futuro e non il passato sia un elemento decisivo della propria prospettiva politica. E di persone desiderose di impegnarsi e mettersi in gioco piuttosto che di trovare un sereno e confortevole ambito di rappresentanza. E ne hanno bisogno l’Europa, l’Italia e i suoi interessi europei.
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Il Parlamento Europeo non deve essere un Pensionato per trombati. |
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- Il centrosinistra italiano possiede molte nuove competenze e disponibilità che non hanno finora trovato spazio nell’esercizio della politica nazionale e per le quali la concretezza dell’attività europea sarebbe il migliore terreno di formazione e valorizzazione.
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- Il centrosinistra italiano è egemonizzato dai vecchi. I "giovani" mandiamoli almeno a scorrazzare in Europa. |
| - Il futuro del PD ha bisogno di una nuova classe dirigente, e la sua crescita politica è da molti anni assente dagli impegni dei partiti di cui è erede. E ne ha bisogno il futuro dell’Italia. |
- I "giovani" nel PD - al di là delle buone intenzioni - sono imbavagliati. |
| - In tempi di delusione e insoddisfazione per le recenti vicende politiche nazionali non darebbe una buona impressione agli elettori la riproposizione come candidati al Parlamento Europeo di persone che già occupano seggi al parlamento nazionale o incarichi istituzionali di altro tipo, salvo che se ne dimettessero prima. È importante che chiunque si candidi al Parlamento Europeo assuma l’impegno di dedicarsi pienamente ed esclusivamente al suo mandato per l’intera legislatura: chi viene eletto rimanga in Europa. |
- Viste le recenti catastrofi elettorali, i posti che ci rimangono sono pochi: spartiamoceli meglio. |
| - Le elezioni europee attraggono per la natura dell’istituzione un voto di opinione e appartenenza, più che un’adesione a politiche definite o personalità specifiche. L’investimento su nomi meno noti e rodati non comporta quindi rischi di comunicazione, anzi andrebbe esattamente verso una richiesta di rinnovamento ormai molto insistente, oltre che legittima. |
- Al Parlamento Europeo riusciamo a fare eleggere anche i quadrupedi. Approfittiamone. |
| Avere caro il futuro dell’Europa, come si dice sempre, significa affidarne le istituzioni al futuro stesso, e non zavorrarle del passato. Noi chiediamo che queste indiscutibili ragioni orientino le scelte nella selezione delle candidature, e che guidino il Partito Democratico nella fedeltà al suo progetto. |
(Esortazione non indispensabile)
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Giovanni Bachelet, deputato del PD
Francesco Boccia, deputato del PD
Gianrico Carofiglio, senatore del PD
Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD
Cristina Comencini, Direzione Nazionale del PD
Paola Concia, deputata del PD
Gianni Cuperlo, deputato del PD
Roberto Giachetti, deputato del PD
Sandro Gozi, deputato del PD
Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD Comune di Milano
Teresa Marzocchi, Direzione Nazionale del PD
Matteo Renzi, Presidente della provincia di Firenze, del PD
Luca Sofri, Direzione Nazionale del PD
Salvatore Vassallo, deputato del PD
(Fonte)
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Firmato: "i giovani" del PD
Giovanni Bachelet, classe 1955
Francesco Boccia, classe 1968
Gianrico Carofiglio, classe 1961
Giuseppe Civati, classe 1975
Cristina Comencini, classe 1956
Paola Concia, classe 1963
Gianni Cuperlo, classe 1961
Roberto Giachetti, classe 1961
Sandro Gozi, classe 1968
Pierfrancesco Majorino, classe 1973
Teresa Marzocchi, classe 1954
Matteo Renzi, classe 1975
Luca Sofri, classe 1964
Salvatore Vassallo, classe 1965
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lunedì, 16 marzo 2009
di rectoscopy
Senza entrare nel merito dei contenuti, mettere il proprio titolo di studio nella testata di un blog è come presentarsi in giacca e cravatta ad un raduno di pancabbestia.
giovedì, 12 marzo 2009
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I referendari a qualsiasi costo colpiscono ancora. Il metrapenser del giorno è La Russa, il ministro che ha colorato di verde mimetico le nostre città.
La sua proposta è abbassare il quorum al 40%. Siccome ultimamente c'è scarsa affluenza alle urne, allora è opportuno abbassare il quorum. L'attuale quorum al 50%+1 ha un suo senso: equivale alla maggioranza degli aventi diritto al voto. Chi lo sa invece da dove spunto questo 40%. Perché non 33%? o 20%? o 80%?
E perché invece non abolire il quorum? Senza quorum conterebbe solo la maggioranza di chi si esprime, senza che ci sia il malcostume di arruolare nel fronte del no gli invalidi e gli indifferenti.
Ma ci sono altre soluzioni meno bislacche.
Ad esempio introdurre il voto postale anche agli italiani in patria. C'è il rischio di brogli? Va bene, allora si costituiscano le sezioni elettorali negli uffici comunali e si tengano aperte le urne per una settimana. In questo modo tutti gli interessati potrebbero votare.
Votare no ha un significato ben diverso da starsene a casa a guardare il Gran Premio.
martedì, 10 marzo 2009
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Gli economisti de Lavoce.info hanno fatto una stima sui costi del referendum tenuto in una giornata diversa dalle elezioni europee. Totale: 400 milioni di euro. Subito questo valore è rimbalzato nelle teste vuote dei nostri metrapenser.
A Lavoce.info non va bene neanche l'accorpamento con il turno di ballottaggio, perché ritiene che comunque si spenderebbero 313 milioni in più.
In altre parole loro vorrebbero che si votasse il referendum elettorale assieme alle europee e al primo turno delle amministrative. Per chiunque abiti in una città degna di tale nome, ciò significa presentarsi alle urne e ricevere:
- scheda per le elezioni europee
- scheda per le elezioni provinciali
- scheda per le elezioni comunali
- scheda per le elezioni di quartiere
- scheda per il 1° quesito del referendum (camera)
- scheda per il 2° quesito del referendum (senato)
- scheda per il 3° quesito del referendum (candidature multiple)
Mi piacerebbe vedere gli scrutatori ripetere ad ogni vecchietto: «Mi raccomando, non sovrapponga le schede!». Senza contare che le operazioni di spoglio potrebbero durare una decina di ore.
Adottando la stessa metodologia de Lavoce.info ho voluto stimare -in modo serio e pacato- quanto costano i matrimoni in Italia. Anzi, i ricevimenti di matrimonio.
L'ISTAT, bontà sua, non sa quanta gente si è sposata l'anno scorso. Dobbiamo perciò rifarci al dato 2005: circa 250.000 matrimoni in un anno.
Di questi matrimoni ipotizziamo che la metà organizzi un ricevimento. L'altra metà risparmia perché è già inguaiata con le rate del mutuo, del viaggio di nozze e dell'aifon.
Ognuna delle 125.000 coppie invita 50 persone. Lo zia Luigia lo vuoi lasciare a casa? Certo che no, invitiamola. Mi sembra quindi che il numero di invitati sia piuttosto cautelativo.
Le spese per i regali trascuriamole (gli invitati farebbero comunque il regalo... non sono mica micragnosi!) Idem le spese vive per la cerimonia, il ricevimento... Insomma, tralasciamo il costo di tutte quelle cose che rendono speciale quel giorno a una donna che non può avere altre soddisfazioni dalla vita.
Concentriamoci sul fattore tempo. Ogni ricevimento dura almeno 5 ore (valore anch'esso cautelativo, specie se si vive nel Sud).
Il valore del tempo libero può essere valutato a partire dal salario di riserva (il salario minimo che compensa il valore del tempo libero cui si deve rinunciare per lavorare) medio dichiarato nell’ambito delle Indagini sulle Forze Lavoro. Si tratta di un salario orario di 6,3 euro all’ora [...]
Il conto è presto fatto:
125.000 x 50 x 5 x 6,3 = 196.875.000 euro
È uno spreco! Scendiamo in piazza! Aboliamo i ricevimenti!!!!1!!!11111
domenica, 08 marzo 2009
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Berlusconi per fare uscire il Paese dal tunnel della crisi propone misure straordinarie per l'edilizia. Franceschini subito salta sulla sedia: «OMG! Così si cementifica il Paese!!!»
sabato, 07 marzo 2009
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Daniele nota che Veltroni non aggiorna il suo status, così come non ha aggiornato il suo programma politico fermo al 1917.
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