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mercoledì, 29 luglio 2009
di rectoscopy

Evidentemente stavano parlando in dialetto.

Foto originaria di Paul! su flickr

Vi siete mai chiesti perché in tv i parlamentari veneti, specie se leghisti, parlano come dei ritardati?
La risposta è che per loro la prima lingua è il dialetto e la seconda è l'italiano. In altre parole ragionano in dialetto e poi si sforzano di tradurre in italiano. E così si genera il ritardo.

Sembra che la Lega abbia proposto esami di dialetto per l'abilitazione all'insegnamento. Anzi no. La Lega smentisce e va dritta al cuore del problema, senza troppi giri di parole e senza inventarsi problematici esami di lingue inesistenti. La loro idea è che in una regione possa insegnare solo chi è nato in quella regione.

La proposta è senza ombra di dubbio una cazzata e dovrebbe essere prontamente bollata come tale e respinta. Essa rispecchia fedelmente la visione ristretta e retrograda della classe dirigente leghista (e del suo elettorato). La Lega è ancorata al modello dell'Heimat, della piccola patria in cui si nasce, si cresce, si coltiva la terra finché non la si concima con il proprio corpo. Qualcuno avverta Bossi e soci che la società italiana si è evoluta tra il 1800 ed oggi. Non siamo più un Paese di contadini e di operai semplici. In un mondo lavorativo in cui si è sempre più iperspecializzati, tenere ancorate le persone nel luogo natio è un danno sia per le imprese che per i lavoratori. Serve infatti ampliare, e non restringere, il mercato del lavoro in modo che un lavoratore qualificato possa raggiungere le offerte di lavoro che più si addicono al proprio curriculum. Tutto ciò non si ottiene segregando i lavoratori nelle regioni d'origine, o peggio ancora, complicando le comunicazioni tra una regione e l'altra perché si incoraggia l'uso del dialetto.

Il dialetto serve a farci stare peggio, a farci stare più soli.



lunedì, 27 luglio 2009
di rectoscopy

In attesa che il Ministero dell'Università e della Ricerca comunichi maggiori dettagli sul proprio sistema di valutazione, si possono fare alcune considerazioni.
La prima, che balza agli occhi di chiunque non sia un giornalista italiano, è che nell'elenco diramato dal Ministero mancano due* università statali: Urbino e L'Aquila. In particolare, se per quest'ultima il Minstero ha taciuto, è lecito supporre una valutazione molto negativa?

* almeno due: non ho controllato se ne mancano altre. Perdonatemi se ho una vita.



lunedì, 27 luglio 2009
di rectoscopy

La traversata del deserto e la sete

Il Corrierone, con l'ausilio di validi esperti, ha scoperto che le donne dopo i trent'anni sono a caccia di marito. Un nostro infiltrato è riuscito a comunicarci in anteprima lo scoop della prossima settimana.



giovedì, 23 luglio 2009
di rectoscopy

ahahahahahah i crociati!!!!111111111

Commentare sarcasticamente sul socialnetuorc di turno ogni singolo fotogramma di Mistero (ahah i templari, ahah la risonanza) non vi rende migliori di chi ha guardato il programma credendo a tutto ciò che è stato detto.
Avete entrambi passato una serata di merda.



mercoledì, 22 luglio 2009
di rectoscopy

Inarrivabile Carlucci.



mercoledì, 15 luglio 2009
di rectoscopy

Ratzanooga Cats

A partire da oggi il giornalista Roberto Balducci non seguirà più il Vaticano.
Sarà il Vaticano a inseguire tutti noi.



martedì, 14 luglio 2009
di rectoscopy

Fino dall'otto aprile dell'anno 1583, l'Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d'Avola, Conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia, pienamente informato della intollerabile miseria in che è vivuta e vive questa città di Milano, per cagione dei bravi e vagabondi, pubblica un bando contro di essi. Dichiara e diffinisce tutti coloro essere compresi in questo bando, e doversi ritenere bravi e vagabondi... i quali, essendo forestieri o del paese, non hanno esercizio alcuno, od avendolo, non lo fanno... ma, senza salario, o pur con esso, s'appoggiano a qualche cavaliere o gentiluomo, officiale o mercante... per fargli spalle e favore, o veramente, come si può presumere, per tendere insidie ad altri... A tutti costoro ordina che, nel termine di giorni sei, abbiano a sgomberare il paese, intima la galera a' renitenti, e dà a tutti gli ufiziali della giustizia le più stranamente ampie e indefinite facoltà, per l'esecuzione dell'ordine. Ma, nell'anno seguente, il 12 aprile, scorgendo il detto signore, che questa Città è tuttavia piena di detti bravi... tornati a vivere come prima vivevano, non punto mutato il costume loro, né scemato il numero, dà fuori un'altra grida, ancor più vigorosa e notabile, nella quale, tra l'altre ordinazioni, prescrive:

Che qualsivoglia persona, così di questa Città, come forestiera, che per due testimonj consterà esser tenuto, e comunemente riputato per bravo, et aver tal nome, ancorché non si verifichi aver fatto delitto alcuno... per questa sola riputazione di bravo, senza altri indizj, possa dai detti giudici e da ognuno di loro esser posto alla corda et al tormento, per processo informativo... et ancorché non confessi delitto alcuno, tuttavia sia mandato alla galea, per detto triennio, per la sola opinione e nome di bravo, come di sopra. Tutto ciò, e il di più che si tralascia, perché Sua Eccellenza è risoluta di voler essere obbedita da ognuno.

All'udir parole d'un tanto signore, così gagliarde e sicure, e accompagnate da tali ordini, viene una gran voglia di credere che, al solo rimbombo di esse, tutti i bravi siano scomparsi per sempre. Ma la testimonianza d'un signore non meno autorevole, né meno dotato di nomi, ci obbliga a credere tutto il contrario. È questi l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Juan Fernandez de Velasco, Contestabile di Castiglia, Cameriero maggiore di Sua Maestà, Duca della Città di Frias, Conte di Haro e Castelnovo, Signore della Casa di Velasco, e di quella delli sette Infanti di Lara, Governatore dello Stato di Milano, etc. Il 5 giugno dell'anno 1593, pienamente informato anche lui di quanto danno e rovine sieno... i bravi e vagabondi, e del pessimo effetto che tal sorta di gente, fa contra il ben pubblico, et in delusione della giustizia, intima loro di nuovo che, nel termine di giorni sei, abbiano a sbrattare il paese, ripetendo a un dipresso le prescrizioni e le minacce medesime del suo predecessore. Il 23 maggio poi dell'anno 1598, informato, con non poco dispiacere dell'animo suo, che... ogni dì più in questa Città e Stato va crescendo il numero di questi tali (bravi e vagabondi), né di loro, giorno e notte, altro si sente che ferite appostatamente date, omicidii e ruberie et ogni altra qualità di delitti, ai quali si rendono più facili, confidati essi bravi d'essere aiutati dai capi e fautori loro... prescrive di nuovo gli stessi rimedi, accrescendo la dose, come s'usa nelle malattie ostinate. Ognuno dunque, conchiude poi, onninamente si guardi di contravvenire in parte alcuna alla grida presente, perché, in luogo di provare la clemenza di Sua Eccellenza, proverà il rigore, e l'ira sua... essendo risoluta e determinata che questa sia l'ultima e perentoria monizione.

Non fu però di questo parere l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Pietro Enriquez de Acevedo, Conte di Fuentes, Capitano, e Governatore dello Stato di Milano; non fu di questo parere, e per buone ragioni. Pienamente informato della miseria in che vive questa Città e Stato per cagione del gran numero di bravi che in esso abbonda... e risoluto di totalmente estirpare seme tanto pernizioso, dà fuori, il 5 decembre 1600, una nuova grida piena anch'essa di severissime comminazioni, con fermo proponimento che, con ogni rigore, e senza speranza di remissione, siano onninamente eseguite.

Convien credere però che non ci si mettesse con tutta quella buona voglia che sapeva impiegare nell'ordir cabale, e nel suscitar nemici al suo gran nemico Enrico IV; giacché, per questa parte, la storia attesta come riuscisse ad armare contro quel re il duca di Savoia, a cui fece perder più d'una città; come riuscisse a far congiurare il duca di Biron, a cui fece perder la testa; ma, per ciò che riguarda quel seme tanto pernizioso de' bravi, certo è che esso continuava a germogliare, il 22 settembre dell'anno 1612. In quel giorno l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Giovanni de Mendozza, Marchese de la Hynojosa, Gentiluomo etc., Governatore etc., pensò seriamente ad estirparlo. A quest'effetto, spedì a Pandolfo e Marco Tullio Malatesti, stampatori regii camerali, la solita grida, corretta ed accresciuta, perché la stampassero ad esterminio de' bravi. Ma questi vissero ancora per ricevere, il 24 decembre dell'anno 1618, gli stessi e più forti colpi dall'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Gomez Suarez de Figueroa, Duca di Feria, etc., Governatore etc. Però, non essendo essi morti neppur di quelli, l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Gonzalo Fernandez di Cordova, sotto il cui governo accadde la passeggiata di don Abbondio, s'era trovato costretto a ricorreggere e ripubblicare la solita grida contro i bravi, il giorno 5 ottobre del 1627, cioè un anno, un mese e due giorni prima di quel memorabile avvenimento.

Né fu questa l'ultima pubblicazione; ma noi delle posteriori non crediamo dover far menzione, come di cosa che esce dal periodo della nostra storia. Ne accenneremo soltanto una del 13 febbraio dell'anno 1632, nella quale l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, el Duque de Feria, per la seconda volta governatore, ci avvisa che le maggiori sceleraggini procedono da quelli che chiamano bravi. Questo basta ad assicurarci che, nel tempo di cui noi trattiamo, c'era de' bravi tuttavia.

Che differenza c'è tra l'Italia lo Stato di Milano del 1500 e l'Italia di oggi?
A volte credo quasi nessuna. Il potere pubblico continua ad emanare grida, sapendo in partenza che saranno inapplicabili. I tratti di corda adesso spettano ai bloggher che non rettificano.
È per questo che oggi gli altri osservano una giornata di silenzio per protestare contro l'ennesima proposta di legge partorita da persone che non hanno alcuna dimestichezza con internet.
Sono profondamente contrario a questo modo di legiferare che procede a stenti, a colpetti, a modeste alzate di ingegno, senza affrontare in modo organico i problemi. Perché se bisogna "regolare internet" forse è il caso di considerare, oltre ai doveri degli utenti, anche qualche diritto.



lunedì, 13 luglio 2009
di rectoscopy

Da quando si è candidato alla segreteria del PD Ignazio Marino le sta sbagliando tutte. Prima solleva un'improbabile questione morale. Poi opportunisticamente non ha pregiudizi verso l'opportunista Grillo.
Marino, per fortuna che c'è almeno la Binetti a darti una mano.



sabato, 11 luglio 2009
di rectoscopy

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Altrimenti potremmo goderci un imperdibile momento di informazione televisiva in cui Rocco Siffredi e Francesco Bruno, sprofondati su poltrone bianche, discettano con dovizie di particolari del significato criminologggico del rituale sessuale conclusivo.



lunedì, 06 luglio 2009
di rectoscopy

Forza ballerini e ballerinerd che volete conquistare i vostri 15 minuti di fama: mettetevi a emulare il più famoso passo di Murdered June ed inviate il tutto a Eternal Moonwalk.