lunedì, 21 dicembre 2009
di rectoscopy
A livello centrale è stata assegnata al più grande partito federalista la candidatura di coalizione per la presidenza del Veneto. Questa scelta dà il benservito al presidente attuale, che vede così interrompersi la sua monarchia durata 15 anni. Inutile dire che ci è rimasto un pochino male, se non altro perché non potrà più gestire i ricchi appalti di competenza regionale. Appalti di ospedali e di infrastrutture che, con la magica formula del general contractor, costringeranno le generazioni future a pagare cospicui affitti ai soliti noti.
C'è ora da chiedersi se un manipolo di bifolchi gente scarsamente istruita ce la può fare davvero ad arrivare alla presidenza della regione. Guardiamo i risultati elettorali passati.
Nel 1995 il neodeputato Galan, paracadutato dalla berlusconiana Publitalia e pressoché sconosciuto, raccoglie il 38,2% dei voti e diventa presidente. La Lega che corre da sola prende il 17,5%. Totale: 55,7%.
Nel 2000 Galan, alla guida di una coalizione con la Lega, è riconfermato con il 54,9%.
Nel 2005, nel momento più basso del berlusconismo (12 regioni su 14 vanno al centrosinistra), Galan si riconferma ancora con il 50,6%.
Alle elezioni politiche del 2008 la coalizione di destra prende il 54,4% dei voti nel collegio regionale del Senato.
I risultati attraverso gli anni sono abbastanza stabili e se Zaia si presenta con il sostegno di tutto il Pdl, oltre che quello della Lega, il trionfo è assicurato.
Di fronte a questa situazione disperata cosa farei se io fossi un centrosinistro veneto?
Innanzi tutto solleciterei qualche importante esponente del PD a mandare inviti di grosse koalition al monarca spodestato, in modo da incrinare i rapporti tra galaniani e leghisti. Anzi, farei parlare apertamente di una candidatura di Galan sostenuto da Udc, PD e transfughi del Pdl, fino all'ultimo momento utile. Poi, all'improvviso sconfesserei l'operato dell'importante esponente del PD che "ha agito in modo autonomo", tirerei fuori un candidato credibile di centrosinistra e lascerei correre da soli i centristi e i transfughi sostenitori del presidente uscente.
L'obiettivo è avere tre candidati alla presidenza, in modo che il 30-40% che il centrosinistra generalmente raccoglie in Veneto possa davvero valere qualcosa.
giovedì, 17 dicembre 2009
di Vulpecula
L'Europa ha deciso. La Croce sara' rimossa. UK, da sempre faro della civilta, il glorioso paese che ha trasferito sotto l'egida della Sharia i subjects islamici, e' andata oltre. In UK il Natale e le altre festivita cristiane non saranno piu festeggiate. Questo e' il primo passo. A partire dall'anno prossimo, la costruzione dell'Albero e l'esposizione di festoni saranno esplicitamente vietati . Questo al fine di non urtare la suscettibilita degli alieni immigrati. Anche la bandiera nazionale verra' modificata. Non si capisce cosa hanno i conservatori da sbraitare tanto.
sabato, 05 dicembre 2009
di rectoscopy
rectoscopy scrive:
sei mai stato a perugia?
benvy scrive:
si perché?
rectoscopy scrive:
dov'eri la notte del 1° novembre 2007?
benvy scrive:
io manco mi ricordo dov'ero ieri
rectoscopy scrive:
cmq sembra che a PG ci sia un troiaio
benvy scrive:
sì
è il posto in italia dove si scopa di più
venerdì, 27 novembre 2009
di rectoscopy
- dire "fly down"
- i film di Almodovar
- i telefilm che sono tutti simpatici
- Abercrombie e Gucci
- ballare con le mani in aria la disco music degli anni 80
- Raffaella Carrà
- essere il migliore amico consolatore di una ragazza fidanzata a un poliziotto che la minaccia, e mentre la consola lui si immagina avvinghiato al poliziotto
- alzare la voce di 34 dB rispetto allo standard
- le mutande D&G che si vedono
- cominciare un discorso con "nooooooo!"
domenica, 22 novembre 2009
di rectoscopy
Lavoce.info ha recentemente pubblicato due articoli interessanti: uno sugli albi professionali, uno sulla professione di avvocato. È sempre utile leggere commenti economici in cui si esalta la concorrenza, l'autoregolamentazione del mercato etc. E questi commenti si poggiano sempre su considerazioni scientifiche incontrovertibili.
Non ti piacciono? Come? Ti vuoi mettere contro la scienza?
Peccato che in realtà non esista il tecnico puro, che ragiona e agisce solo secondo scienza. A meno di non credere alle favole positiviste, anche un tecnico ha le sue preferenze, che prima o dopo spuntano fuori e influenzano inevitabilmente le sue considerazioni.
In linea generale siamo tutti favorevoli alla concorrenza, al mercato e a tutta quella paccottiglia liberista di derivazione angloamericana che ci viene propagandata da vent'anni a questa parte, senza che se ne siano ancora visti i benefici.
I problemi nascono nell'applicazione reale di questi principi. Cosa significa in realtà "autoregolamentazione del mercato"? Significa ad esempio che un diciannovenne si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. Studia per un numero di anni maggiore di 4. Poi entra nel magico mondo del praticantato semigratuito (2 anni). Fa un esame di Stato. Se lo passa, diventa avvocato. Alla fine però scopre che, essendo il mercato saturo, per campare deve svendere i propri servizi. Naturalmente ciò va a scapito della sua qualità di vita e di quella dei suoi colleghi che, per resistere sul mercato, devono abbassare le tariffe. A un certo punto il neo-avvocato si chiederà: «Invece di studiare X anni, gravando economicamente sui miei genitori (e, ricordiamolo, sullo Stato) per fare questa professione sputtanata, non mi conveniva andare a fare il pizzaiolo?».
Questo significa autoregolamentazione del mercato: che prima o poi chi non è in grado di fornire servizi a costi competitivi viene espulso dal mercato. Significa che una persona butta via anni della propria vita prima di capire che non ce la può fare. Non dobbiamo dimenticare che dietro le ricettine da manuale dell'economia ci sono persone.
C'è quindi da chiedersi se non sia più morale che il legislatore fissi delle barriere d'ingresso, in modo da garantire condizioni professionali decorose a tutti quelli che vogliono fare l'avvocato. E queste barriere sarebbe meglio metterle il prima possibile, così chi rimane fuori ha tutto il tempo per capire cosa vuole fare "da grande" ed organizzarsi di conseguenza. Ricordo che fabbricare illusioni, oltre a non essere moralmente accettabile, è inefficiente.
Ho fatto l'esempio dell'avvocato, ma il ragionamento vale anche per le altre libere professioni "tutelate" dai rispettivi ordini professionali. Forse sono in posizione privilegiata i medici che da anni ormai hanno imposto il numero chiuso nelle università.
Giustamente Masiero e Polo ricordano l'esistenza di asimmetrie informative: un cittadino qualunque non è in grado di valutare la qualità dei servizi professionali. Come sceglierà quindi il cittadino? In base al massimo risparmio? E questo risparmio come viene conseguito? Abbassando la qualità? Rinunciando all'aggiornamento professionale (che costa tempo e denaro)? Comprimendo lo stipendio dei collaboratori del professionista?
Qualcuno potrebbe obiettare che queste nefaste conseguenze potrebbero aversi anche in presenza di tariffe fisse e/o di concorrenza limitata. In altre parole un professionista furbetto potrebbe continuare a fornire servizi pessimi in cambio di parcelle gonfie, sottopagando i propri collaboratori. È vero: potrebbe accadere, ma nella prima ipotesi abbiamo la certezza che accada.
domenica, 08 novembre 2009
di rectoscopy
Guardate quest'immagine.

Su quali punti si sofferma di più la vostra attenzione?
Gli esperti di Feng-Shui simulano la visione umana nei primi cinque secondi di esposizione alla foto. E questo è il loro risultato.
sabato, 31 ottobre 2009
di rectoscopy

di Angelo Branduardi (1976).
giovedì, 29 ottobre 2009
di rectoscopy
Leggere i giornali in questi giorni è piuttosto inquietante. Carabinieri che s'appattano con gli spacciatori per ricattare malcapitati. Un ragazzo che, ancora una volta, esce di casa sano, incontra le forze dell'ordine, e muore. Viene naturale porsi qualche domanda. Ad esempio se alcuni ragazzi, giunti in età di lavoro, fossero indecisi se lavorare nella criminalità o nelle forze dell'ordine. Oppure se nelle assunzioni nelle forze di polizia bisognerebbe dare un'occhiata al profilo psicologico del candidato, evitando gli aspiranti rambo. Ma questi sono solo aspetti parziali del problema.
La vera questione è che in Italia manca la cultura, anzi no, l'abitudine al potere democratico. L'unico modo possibile per esercitare l'autorità è quello autoritario. Qui comando io e faccio quello che voglio. Non ti va bene? Vaffanculo/Ti riempio di botte.
Spiace dirlo ma questo atteggiamento accomuna tutti gli italiani e si registra a tutti i livelli: dal presidente del consiglio, al sindaco, al capoufficio, fino all'ultimo dei poliziotti. E non è questione di destra o sinistra: è un fascismo trasversale, che viene percepito bonariamente da tutti, anche se, chiaramente, in pochi lo ammettono in modo esplicito. Ogni "capo" si vede come una specie di supereroe, al di sopra delle leggi, che quando lo ritiene necessario può usare le maniere forti, e non ha alcuna voglia di dare conto del suo comportamento, men che meno ai suoi subordinati. Anche i controlli dall'esterno sono visti come scocciature. Secondo questa visione la gerarchia ideale è quella di un certo tipo di esercito, in cui al comando c'è uno solo, i sottoposti non possono che obbedire e il cameratismo coprirà ogni "imperfezione".
Finché non riusciremo a fare un salto culturale e passare ad una visione comune e condivisa dell'amministrazione del potere, l'Italia rimarrà una società a democrazia limitata.
mercoledì, 28 ottobre 2009
di rectoscopy
Su Blogbabel è comparso il link verso l'ennesima inutile classifica dei capoluoghi di provincia italiani. Se ho capito bene (non riesco a trovare un testo esplicativo) la graduatoria cerca di sintetizzare l'impatto ambientale di ogni singola città. Come al solito ai primi posti compare la profonda provincia italica. Luoghi incantevoli, per carità, ma stimolanti quanto il cervello di un koala. Allora ho provato a vedere se c'era una qualche correlazione simile a quella riportata in quest'articolo. Ovvero se la presenza di marocchini negri cittadini stranieri fosse correlata a una peggiore vivibilità della città. In realtà la percentuale di stranieri potrebbe essere una variabile (piuttosto grossolana) della complessità della città. In mezzoretta (e con alcune approssimazioni) ho tirato fuori questo grafico.

Le città sono disposte secondo la graduatoria dell'ecosistema urbano. In alto le più meritevoli, in basso le peggiori. A fianco di ogni città è rappresentata la percentuale di popolazione straniera sul totale. La linea grossa nera rappresenta la linea di tendenza. Scorrendo la classifica dalle posizioni alte a quelle basse, si nota che mediamente la percentuale di immigrati diminuisce. Il negro non sporca!
Un esame più accurato rileva che le città in coda alla classifica sono quasi tutte del Sud. Allora, se fossi leghista frettoloso, potrei dedurre: il terrone sporca più del negro!
Se avete qualche altra hit parade delle città italiane, mandatemela. Vediamo un po' come influiscono i negri.
venerdì, 23 ottobre 2009
di rectoscopy

Entra nella casa della libertà, ma attenzione alle teste che cadono, mentre segui le orme fantasma devi scansare il Cavaliere nella sua armatura e devi fare attenzione alla maggioranza non ben sicura.
Passa in silenzio vicino al governatore nel Veneto profondo. Potrebbe svegliarsi in qualsiasi momento e farti ritornare di corsa al punto di partenza. Poi sali le scale che scricchiolano.
Sarai tu quello che chiuderà il governo e farà risposare così per sempre Di Pietro?

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